NOTE
(1) 1 Re, 15,23. Frate Giordano altera
lievemente la citazione, invertendo la collocazione dei termini
divinazione e idolatria.
(2) Cf. il c. 78, dove si parla della sua elezione
a ministro della Sassonia nel Capitolo di Halbertstadt del
29 aprile 1262.
(3) III domenica dopo Pasqua, il 30 aprile 1262.
(4) 1 Cor., I, 26-29
(5) La data proposta dalla critica più recente
è l'anno 1206.
(6) L'autore conosceva sicuramente le due "Vitae"
di San Francesco scritte da Tommaso da Celano e Giuliano da
Spira (c. 53).
(7) Luca, X,8.
(8) La data forse è inesatta. Secondo gli "Analecta
Franciscana" (II, 25-29) avvenne nel 1217 il Capitolo
generale nel quale si decisero la divisione dell'Ordine in
provincie e l'invio di missionari in Francia, Germania, Ungheria
e Spagna.
(9) La missione fu diretta da frate Pacifico, il "re
dei versi".
(10) Pietro di Nemours, 1208-1219.
(11) Papa Onorio III, 1216-1227.
(12) La Bolla "Pro dilectis filiis", del
29 maggio 1220.
(13) Essi furono Berardo, Pietro, Adiuto, Accursio,
Ottone, morti il 16 gennaio 1220. Il racconto del loro martirio,
avvenuto in realtà in Marocco, si trova nella "Passio
sanctorum martyrum Berardi, Petri, Adiuti, Accursii, Othonis,
in Marochio martyrizatorum, primo ex quadam legenda sancti
Francisci", in "Analecta franciscana", III,
pp. 579-595.
(14) Eccl. III, 1.
(15) Frate Elia, da Assisi o da Cortona (1180-1253),
tornerà ancora nel racconto. Personaggio discusso,
ma di eccezionali doti personali, conquistò la fiducia
di San Francesco. Fu da lui nominato ministro pro-vinciale
di Siria dal 1217 al 1221.
(16) Cesario da Spira prese l'abito in Siria dalle
mani di frate Elia. Più tardi fu suo oppositore, fu
imprigionato per suo ordine e morì a causa dei maltrattamenti
ricevuti. Questa versione tradizionale è ora considerata
infondata.
(17) Corrado da Spira, teologo a Parigi e in seguito
a Magonza, pre-dicò la crociata contro gli Albigesi.
Morì nel 1246.
(18) A Parigi egli doveva essere stato già una
prima volta e sicura-mente vi aveva seguito l'insegnamento
di Corrado da Spira.
(19) Il quarantenne Sultano d'Egitto Al-Malikt al-Khamil
(1217-1238). San Francesco dovette giungere al campo di fronte
a Damietta prima del 29 agosto 1219, perché, secondo
il racconto di Tommaso da Celano, egli predisse la sconfitta
che i Cristiani subirono in quel giorno. Il Santo contrasse
là la malattia agli occhi, che lo tormentò tutta
la vita.
(20) Pietro Cattani, nobile di Assisi e dottore in
legge, è considerato il secondo discepolo di San Francesco.
Ne divenne seguace il 16 aprile 1208; frate Egidio il 23 aprile.
(21) Questa Regola primitiva, o "Proto-Regola",
il cui testo non ci è pervenuto, fu sottoposta da San
Francesco all'approvazione orale del papa Innocenzo III nel
1210, anno della fondazione canonica dell'Or-dine dei Frati
Minori. Quella che ora noi chiamiamo "prima" o "non
bollata" fu redatta in ventitré capitoli da Cesario
da Spira nel 1221; la terza, che noi chiamiamo "seconda",
fu confermata da papa Onorio III nel 1223, con la bolla "Solet
annuere" del 29 novembre, ed è detta anche, perciò,
"Regula bullata". Le due ultime stabiliscono il
digiuno al venerdì.
(22) Pietro Cattani.
(23) Si allude al passo di Luca, X, 8: "Mangiate
ciò che vi sarà servito".
(24) Secondo il Celano frate Filippo fu il sesto compagno
di San Francesco.
(25) Si accenna al secondo Ordine, quello delle Clarisse,
dette anche Povere Dame di San Damiano, fondato da San Francesco
con la vestizione di Santa Chiara alla Porziuncola (18-19
marzo 1212 o 1211).
(26) Frate Giovanni della Cappella.
(27) Il ritorno in Italia di San Francesco si pone
anteriormente al 29 settembre 1220.
(28) Il papa allora risiedeva ad Orvieto.
(29) Il termine qui ha il significato di protettori.
(30) Ugolino da Segni, cardinale e vescovo di Ostia
e Velletri dal 1206 al 1227, poi papa col nome di Gregorio
IX dal 1227 al 1241. Da allora i Francescani hanno avuto sempre
un cardinale protettore che, secondo la Regola, deve essere
richiesto al Papa.
(31) Si tratta della Regola detta "prima",
in realtà la "seconda", del 1221.
(32) La data è errata: nel 1221 la Pentecoste
cadde il 30 maggio, indizione IX.
(33) Ranieri Capocci, cardinale diacono di S. Maria
in Cosmedin, fu vescovo di Viterbo e rettore del Ducato di
Spoleto; morì nel 1252. Il Capitolo fu l'ultimo al
quale parteciparono chierici e laici.
(34) San Francesco, secondo una certa tradizione, era
diacono.
(35) Salmi, XVIII, 35 e CXLIV, 1.
(36) Oltre a soffrire di malaria, in Oriente San Francesco
aveva contratto una malattia agli occhi.
(37) "Obbedienza" nel linguaggio francescano
significa incarico o mandato; la "Littera oboedentiae"
("Obbedienza scritta") serviva quasi da passaporto.
(38) Questo è forse il più bel capitolo
della Cronaca, quello in cui l'autore mostra una particolare
ricerca d'effetto narrativo nello spie-gare le varie resistenze
e perplessità che trattenevano in Italia questo anonimo
"frate curioso", fino alla rivelazione finale, quasi
trionfante, del proprio nome in terza persona, e del successo
conseguito in Germania con la sua attività nell'Ordine.
(39) Giovanni da Pian del Carpine fu figura importantissima
delle origini del francescanesimo. Non solo stabilì
l'ordine in Sassonia, in Boemia, in Polonia, in Ungheria,
in Danimarca e in Norvegia; nel 1245 papa Innocenzo IV lo
mandò anche come legato presso i Tartari: rag-giunse
il Gran Khan e tornò in Europa nel 1247. Compiuta una
mis-sione presso il re di Francia Luigi IX, morì in
Italia il 1° agosto 1252.
(40) Anch'egli figura eminente dell'Ordine. Entratovi
nel 1215, restò in Germania solo due anni, poi tornò
in Italia e soggiornò parecchie volte ad Assisi, dove
anche Giordano lo ritroverà poco dopo la morte di San
Francesco (c. 59); morì nel 1260. Per incarico di Gregorio
IX scrisse la "Leggenda" (biografia destinata alla
lettura) di San Fran-cesco. Egli compose la "Vita prima"
nel 1228 per la canonizzazione del Santo. Nel 1244, dopo che
il ministro generale Crescenzio da Iesi ebbe ordinato ai frati
di porre per iscritto e mandargli tutte le testimo-nianze
che potevano raccogliere su San Francesco, Tommaso da Celano
redasse la "Vita secunda", che fu approvata dal
Capitolo generale del 1247.
(41) Adalberto di Ravenstein (1219-1223)
(42) Qui Giordano cade in errore , confondendo Mittenwald
con Gossensass o Gries o San Jodok, villaggi posti tra Matrei
e Vipiteno (Sterzing).
(43) Salmi, X, 14.
(44) Il nome è assente in tutti i manoscritti.
(45) Il 16 ottobre.
(46) Eberardo II di Truchsess, 1200-1246.
(47) Il 30 novembre.
(48) Santa Elisabetta d'Ungheria.
(49) Enrico II di Saarbrücken, 1213-1234.
(50) Bisogna tener presente che la cattedrale di Worms,
costruita nel 1180, ha due absidi.
(51) Giordano da Giano, Abramo e Costantino.
(52) "Gott berate euch", cioè "Dio
vi assista"; più sotto "Nichts deutch":
"niente tedesco"; "Brot durch Gott"; "pane
per Iddio".
(53) Inutile dire che il frate che ha la trovata necessaria
a non far saltare il pasto ai sette è lo stesso Giordano.
(54) Si allude al beato Simone da Collazzone.
(55) Frate Alberto da Pisa, sacerdote, fu successivamente
Ministro provinciale in Germania, in Ungheria, a Bologna,
nella Marca di Ancona, di Treviso, di Toscana e in Inghilterra.
Nel 1239, deposto frate Elia, fu eletto ministro generale
dell'Ordine.
(56) Corrado II (1221-1246), già nominato come
maestro di Cesario da Spira.
(57) I frati predicatori, come è noto, sono
i Domenicani.
(58) Ernesto III di Velsekke-Gleichen.
(59) Enrico Langravio di Turingia.
(60) Secondo la critica, questo Nicola do-vrebbe identificarsi
col frate Nicola da Montefeltro, di cui parla Salimbene da
Parma nella sua Cronaca. In Germania appartenne alla custodia
del Reno; da qui forse il nome che gli da Giordano.
(61) Il 14 settembre.
(62) Il 22 settembre.
(63) Il teologo Corrado da Spira.
(64) Nel Medioevo, come è noto, il culto delle
reliquie dei Santi giunse ad eccessi che giustificano questo
timore. Qualcosa di analogo accadde anche per San Domenico.
(65) San Francesco aveva ricevuto le stimmate il 14
settembre del 1224, ma ben pochi frati avevano potuto vederle
mentre era vivo. L'esultanza dei frati quando lo scorsero
sul cadavere del Santo è descritta da Tommaso da Celano.
(66) In realtà nacque a Carmignano, in provincia
di Pistola. Gio-vanni Parenti, prima di prendere l'abito del
francescano, insegnò diritto a Bologna. Ministro provinciale
di Spagna, fu eletto ministro generale nel 1227, venendo preferito
a frate Elia, il quale aveva diretto l'Ordi-ne fino a quella
data col solo titolo di vicario generale di San Francesco.
(67) Frate Gregorio da Napoli.
(68) Giuliano da Spira.
(69) Il 28 ottobre.
(70) Il 16 luglio.
(71) Precisamente, tra il 28 marzo ed il 14 aprile.
(72) Doveva essere un frate sacerdote con l'incarico
di insegnare teologia.
(73) E' una città della Franconia.
(74) Ci si riferisce a frate Giovanni da Pian del Carpine.
(75) Il 14 giugno.
(76) Ad Assisi.
(77) "Questi è colui che ama i suoi fratelli".
(78) II luogo dove il Capitolo si tenne non è
sicuro. Lo si pone anche in Assisi e, con maggior probabilità,
a Rieti, dove appunto risiedeva il papa Gregorio IX. Il nome
di Roma, che compare in questa cronaca, deriva forse da un
errore del copista.
(79) Una delle figure più famose dell'Università
di Parigi. Entrato nell'Ordine francescano nel 1236, rese
il convento dei Cordiglieri (Fran-cescani) di Parigi il più
importante centro intellettuale dell'Ordine.
(80) Fu prima allievo, poi successore alla cattedra
universitaria di Alessandro di Hales.
(81) Papa Gregorio IX, cardinal-protettore dell'Ordine
francescano, ammiratore di frate Elia.
(82) Il testo di queste "Costituzioni" non
è pervenuto; sappiamo tuttavia da Salimbene da Parma
che le "Costituzioni del 1260", di San Bonaventura,
modificarono di poco quelle precedenti.
(83) Probabilmente il giorno di Pentecoste, il 15 maggio
1239.
(84) Frate Elia ne aveva elevato il numero a settantadue,
come quello dei discepoli di Cristo. Il loro numero fu ridotto
invece a trentadue, sedici al di là e sedici al di
qua delle Alpi.
(85) Si tratta della famosa beata Agnese di Praga (1205-1280),
figlia di re Ottocaro I di Boemia e di Costanza di Ungheria.
Entrò nel 1236 nel convento delle Clarisse di San Salvatore
di Praga, da lei fondato, nel quale già si trovavano
cinque suore mandatevi da Santa Chiara di Assisi, con la quale
fu in relazione epistolare. E lo fu anche con papa Gregorio
IX, come risulta da questo passo
(86) Aimone di Faversham, figura importante dell'Ordine,
fu il primo ministro generale non italiano. Studiò
all'Università di Parigi, fu in Inghilterra, poi a
Tours, a Bologna, a Padova e a Parigi in qualità di
custode. Contribuì in maniera decisiva alla caduta
di frate Elia. Avviò i Francescani agli studi e diede
loro una legislazione abbastanza simile a quella dei Domenicani.
(87) Frate Crescenzio da Iesi. Medico e giurista, fu
ministro provin-ciale della Marca d'Ancona. Continuò
a spingere verso gli studi i Fran-cescani, ma dovette lottare
sia contro gli Spirituali, i quali si opponeva-no a questa
evoluzione dell'Ordine, sia contro un certo rilassamento dell'Ordine
stesso. Prescrisse a tutti i frati di mettere per iscritto
tutto quanto sapevano sulla vita e i miracoli di san Francesco
e dei suoi pri-mi compagni.
(88) Nel campo dell'imperatore Federico II (scomunicato
per la se-conda volta da Gregorio IX il 15 aprile 1239) era
passato frate Elia, in odio al papa che lo aveva deposto.
Frate Elia fu scomunicato, ma morì assolto nel 1253.
(89) Sigfrido di Uppenstein (1230-1249). Forse frate
Giordano allude all'interdetto che egli scagliò contro
la città di Erfurt.
(90) Giovanni Buralli da Parma, beato. Nacque a Parma
nel 1208, divenne frate minore nel 1233 e in seguito sacerdote.
Insegnò filosofia e teologia a Bologna, Napoli e Parigi.
(91) San Bonaventura da Bagnoregio, uno dei massimi
filosofi me-dievali. Nato probabilmente nel 1217, studiò
a Parigi, dove fu discepolo di Alessandro di Hales. Prese
l'abito a 22 anni e insegnò all'Università di
Parigi dal 1248 al 1257. In qualità di ministro generale
redasse le "Costituzioni" che il Capitolo generale
di Narbona approvò. Da questo Capitolo ricevette anche
l'incarico di comporre una "Legenda" di San Francesco,
che è detta "Legenda maior". Nominato cardinale-vescovo
di Albano nel 1273, mantenne il governo dell'Ordine. Morì
il 15 luglio 1274.
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