Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Fonti francescane biografiche
Lettera di Frate Elia
Tommaso da Celano: Vita Prima di San Francesco d'Assisi
Lettera di Greccio
Tommaso da Celano: Vita Seconda di San Francesco d'Assisi
Tommaso da Celano: Trattato dei Miracoli di San Francesco d’Assisi
San Bonaventura da Bagnoregio: Leggenda Maggiore (Vita di San Francesco d’Assisi)
San Bonaventura da Bagnoregio: Leggenda Minore (Vita breve di San Francesco d’Assisi)
Leggenda dei tre compagni
Anonimo perugino
Leggenda perugina
Specchio di perfezione
I Fioretti
Considerazioni sulle Stimmate
Sacrum commercium (L’Alleanza del beato Francesco con madonna Povertà)
Iacopone da Todi: Laudi
Dante Alighieri: Canto XI del Paradiso
Ubertino da Casale: L’Albero della Vita crocifissa di Gesù
Angelo Clareno (o da Chiarino): cronaca o storia delle Sette Tribolazioni dell’Ordine dei Minori
Giordano da Giano: La Cronaca
Giordano da Giano LA CRONACA

Giordano da Giano
LA CRONACA

NOTE

(1) 1 Re, 15,23. Frate Giordano altera lievemente la citazione, invertendo la collocazione dei termini divinazione e idolatria.
(2) Cf. il c. 78, dove si parla della sua elezione a ministro della Sassonia nel Capitolo di Halbertstadt del 29 aprile 1262.
(3) III domenica dopo Pasqua, il 30 aprile 1262.
(4) 1 Cor., I, 26-29
(5) La data proposta dalla critica più recente è l'anno 1206.
(6) L'autore conosceva sicuramente le due "Vitae" di San Francesco scritte da Tommaso da Celano e Giuliano da Spira (c. 53).
(7) Luca, X,8.
(8) La data forse è inesatta. Secondo gli "Analecta Franciscana" (II, 25-29) avvenne nel 1217 il Capitolo generale nel quale si decisero la divisione dell'Ordine in provincie e l'invio di missionari in Francia, Germania, Ungheria e Spagna.
(9) La missione fu diretta da frate Pacifico, il "re dei versi".
(10) Pietro di Nemours, 1208-1219.
(11) Papa Onorio III, 1216-1227.
(12) La Bolla "Pro dilectis filiis", del 29 maggio 1220.
(13) Essi furono Berardo, Pietro, Adiuto, Accursio, Ottone, morti il 16 gennaio 1220. Il racconto del loro martirio, avvenuto in realtà in Marocco, si trova nella "Passio sanctorum martyrum Berardi, Petri, Adiuti, Accursii, Othonis, in Marochio martyrizatorum, primo ex quadam legenda sancti Francisci", in "Analecta franciscana", III, pp. 579-595.
(14) Eccl. III, 1.
(15) Frate Elia, da Assisi o da Cortona (1180-1253), tornerà ancora nel racconto. Personaggio discusso, ma di eccezionali doti personali, conquistò la fiducia di San Francesco. Fu da lui nominato ministro pro-vinciale di Siria dal 1217 al 1221.
(16) Cesario da Spira prese l'abito in Siria dalle mani di frate Elia. Più tardi fu suo oppositore, fu imprigionato per suo ordine e morì a causa dei maltrattamenti ricevuti. Questa versione tradizionale è ora considerata infondata.
(17) Corrado da Spira, teologo a Parigi e in seguito a Magonza, pre-dicò la crociata contro gli Albigesi. Morì nel 1246.
(18) A Parigi egli doveva essere stato già una prima volta e sicura-mente vi aveva seguito l'insegnamento di Corrado da Spira.
(19) Il quarantenne Sultano d'Egitto Al-Malikt al-Khamil (1217-1238). San Francesco dovette giungere al campo di fronte a Damietta prima del 29 agosto 1219, perché, secondo il racconto di Tommaso da Celano, egli predisse la sconfitta che i Cristiani subirono in quel giorno. Il Santo contrasse là la malattia agli occhi, che lo tormentò tutta la vita.
(20) Pietro Cattani, nobile di Assisi e dottore in legge, è considerato il secondo discepolo di San Francesco. Ne divenne seguace il 16 aprile 1208; frate Egidio il 23 aprile.
(21) Questa Regola primitiva, o "Proto-Regola", il cui testo non ci è pervenuto, fu sottoposta da San Francesco all'approvazione orale del papa Innocenzo III nel 1210, anno della fondazione canonica dell'Or-dine dei Frati Minori. Quella che ora noi chiamiamo "prima" o "non bollata" fu redatta in ventitré capitoli da Cesario da Spira nel 1221; la terza, che noi chiamiamo "seconda", fu confermata da papa Onorio III nel 1223, con la bolla "Solet annuere" del 29 novembre, ed è detta anche, perciò, "Regula bullata". Le due ultime stabiliscono il digiuno al venerdì.
(22) Pietro Cattani.
(23) Si allude al passo di Luca, X, 8: "Mangiate ciò che vi sarà servito".
(24) Secondo il Celano frate Filippo fu il sesto compagno di San Francesco.
(25) Si accenna al secondo Ordine, quello delle Clarisse, dette anche Povere Dame di San Damiano, fondato da San Francesco con la vestizione di Santa Chiara alla Porziuncola (18-19 marzo 1212 o 1211).
(26) Frate Giovanni della Cappella.
(27) Il ritorno in Italia di San Francesco si pone anteriormente al 29 settembre 1220.
(28) Il papa allora risiedeva ad Orvieto.
(29) Il termine qui ha il significato di protettori.
(30) Ugolino da Segni, cardinale e vescovo di Ostia e Velletri dal 1206 al 1227, poi papa col nome di Gregorio IX dal 1227 al 1241. Da allora i Francescani hanno avuto sempre un cardinale protettore che, secondo la Regola, deve essere richiesto al Papa.
(31) Si tratta della Regola detta "prima", in realtà la "seconda", del 1221.
(32) La data è errata: nel 1221 la Pentecoste cadde il 30 maggio, indizione IX.
(33) Ranieri Capocci, cardinale diacono di S. Maria in Cosmedin, fu vescovo di Viterbo e rettore del Ducato di Spoleto; morì nel 1252. Il Capitolo fu l'ultimo al quale parteciparono chierici e laici.
(34) San Francesco, secondo una certa tradizione, era diacono.
(35) Salmi, XVIII, 35 e CXLIV, 1.
(36) Oltre a soffrire di malaria, in Oriente San Francesco aveva contratto una malattia agli occhi.
(37) "Obbedienza" nel linguaggio francescano significa incarico o mandato; la "Littera oboedentiae" ("Obbedienza scritta") serviva quasi da passaporto.
(38) Questo è forse il più bel capitolo della Cronaca, quello in cui l'autore mostra una particolare ricerca d'effetto narrativo nello spie-gare le varie resistenze e perplessità che trattenevano in Italia questo anonimo "frate curioso", fino alla rivelazione finale, quasi trionfante, del proprio nome in terza persona, e del successo conseguito in Germania con la sua attività nell'Ordine.
(39) Giovanni da Pian del Carpine fu figura importantissima delle origini del francescanesimo. Non solo stabilì l'ordine in Sassonia, in Boemia, in Polonia, in Ungheria, in Danimarca e in Norvegia; nel 1245 papa Innocenzo IV lo mandò anche come legato presso i Tartari: rag-giunse il Gran Khan e tornò in Europa nel 1247. Compiuta una mis-sione presso il re di Francia Luigi IX, morì in Italia il 1° agosto 1252.
(40) Anch'egli figura eminente dell'Ordine. Entratovi nel 1215, restò in Germania solo due anni, poi tornò in Italia e soggiornò parecchie volte ad Assisi, dove anche Giordano lo ritroverà poco dopo la morte di San Francesco (c. 59); morì nel 1260. Per incarico di Gregorio IX scrisse la "Leggenda" (biografia destinata alla lettura) di San Fran-cesco. Egli compose la "Vita prima" nel 1228 per la canonizzazione del Santo. Nel 1244, dopo che il ministro generale Crescenzio da Iesi ebbe ordinato ai frati di porre per iscritto e mandargli tutte le testimo-nianze che potevano raccogliere su San Francesco, Tommaso da Celano redasse la "Vita secunda", che fu approvata dal Capitolo generale del 1247.
(41) Adalberto di Ravenstein (1219-1223)
(42) Qui Giordano cade in errore , confondendo Mittenwald con Gossensass o Gries o San Jodok, villaggi posti tra Matrei e Vipiteno (Sterzing).
(43) Salmi, X, 14.
(44) Il nome è assente in tutti i manoscritti.
(45) Il 16 ottobre.
(46) Eberardo II di Truchsess, 1200-1246.
(47) Il 30 novembre.
(48) Santa Elisabetta d'Ungheria.
(49) Enrico II di Saarbrücken, 1213-1234.
(50) Bisogna tener presente che la cattedrale di Worms, costruita nel 1180, ha due absidi.
(51) Giordano da Giano, Abramo e Costantino.
(52) "Gott berate euch", cioè "Dio vi assista"; più sotto "Nichts deutch": "niente tedesco"; "Brot durch Gott"; "pane per Iddio".
(53) Inutile dire che il frate che ha la trovata necessaria a non far saltare il pasto ai sette è lo stesso Giordano.
(54) Si allude al beato Simone da Collazzone.
(55) Frate Alberto da Pisa, sacerdote, fu successivamente Ministro provinciale in Germania, in Ungheria, a Bologna, nella Marca di Ancona, di Treviso, di Toscana e in Inghilterra. Nel 1239, deposto frate Elia, fu eletto ministro generale dell'Ordine.
(56) Corrado II (1221-1246), già nominato come maestro di Cesario da Spira.
(57) I frati predicatori, come è noto, sono i Domenicani.
(58) Ernesto III di Velsekke-Gleichen.
(59) Enrico Langravio di Turingia.
(60) Secondo la critica, questo Nicola do-vrebbe identificarsi col frate Nicola da Montefeltro, di cui parla Salimbene da Parma nella sua Cronaca. In Germania appartenne alla custodia del Reno; da qui forse il nome che gli da Giordano.
(61) Il 14 settembre.
(62) Il 22 settembre.
(63) Il teologo Corrado da Spira.
(64) Nel Medioevo, come è noto, il culto delle reliquie dei Santi giunse ad eccessi che giustificano questo timore. Qualcosa di analogo accadde anche per San Domenico.
(65) San Francesco aveva ricevuto le stimmate il 14 settembre del 1224, ma ben pochi frati avevano potuto vederle mentre era vivo. L'esultanza dei frati quando lo scorsero sul cadavere del Santo è descritta da Tommaso da Celano.
(66) In realtà nacque a Carmignano, in provincia di Pistola. Gio-vanni Parenti, prima di prendere l'abito del francescano, insegnò diritto a Bologna. Ministro provinciale di Spagna, fu eletto ministro generale nel 1227, venendo preferito a frate Elia, il quale aveva diretto l'Ordi-ne fino a quella data col solo titolo di vicario generale di San Francesco.
(67) Frate Gregorio da Napoli.
(68) Giuliano da Spira.
(69) Il 28 ottobre.
(70) Il 16 luglio.
(71) Precisamente, tra il 28 marzo ed il 14 aprile.
(72) Doveva essere un frate sacerdote con l'incarico di insegnare teologia.
(73) E' una città della Franconia.
(74) Ci si riferisce a frate Giovanni da Pian del Carpine.
(75) Il 14 giugno.
(76) Ad Assisi.
(77) "Questi è colui che ama i suoi fratelli".
(78) II luogo dove il Capitolo si tenne non è sicuro. Lo si pone anche in Assisi e, con maggior probabilità, a Rieti, dove appunto risiedeva il papa Gregorio IX. Il nome di Roma, che compare in questa cronaca, deriva forse da un errore del copista.
(79) Una delle figure più famose dell'Università di Parigi. Entrato nell'Ordine francescano nel 1236, rese il convento dei Cordiglieri (Fran-cescani) di Parigi il più importante centro intellettuale dell'Ordine.
(80) Fu prima allievo, poi successore alla cattedra universitaria di Alessandro di Hales.
(81) Papa Gregorio IX, cardinal-protettore dell'Ordine francescano, ammiratore di frate Elia.
(82) Il testo di queste "Costituzioni" non è pervenuto; sappiamo tuttavia da Salimbene da Parma che le "Costituzioni del 1260", di San Bonaventura, modificarono di poco quelle precedenti.
(83) Probabilmente il giorno di Pentecoste, il 15 maggio 1239.
(84) Frate Elia ne aveva elevato il numero a settantadue, come quello dei discepoli di Cristo. Il loro numero fu ridotto invece a trentadue, sedici al di là e sedici al di qua delle Alpi.
(85) Si tratta della famosa beata Agnese di Praga (1205-1280), figlia di re Ottocaro I di Boemia e di Costanza di Ungheria. Entrò nel 1236 nel convento delle Clarisse di San Salvatore di Praga, da lei fondato, nel quale già si trovavano cinque suore mandatevi da Santa Chiara di Assisi, con la quale fu in relazione epistolare. E lo fu anche con papa Gregorio IX, come risulta da questo passo
(86) Aimone di Faversham, figura importante dell'Ordine, fu il primo ministro generale non italiano. Studiò all'Università di Parigi, fu in Inghilterra, poi a Tours, a Bologna, a Padova e a Parigi in qualità di custode. Contribuì in maniera decisiva alla caduta di frate Elia. Avviò i Francescani agli studi e diede loro una legislazione abbastanza simile a quella dei Domenicani.
(87) Frate Crescenzio da Iesi. Medico e giurista, fu ministro provin-ciale della Marca d'Ancona. Continuò a spingere verso gli studi i Fran-cescani, ma dovette lottare sia contro gli Spirituali, i quali si opponeva-no a questa evoluzione dell'Ordine, sia contro un certo rilassamento dell'Ordine stesso. Prescrisse a tutti i frati di mettere per iscritto tutto quanto sapevano sulla vita e i miracoli di san Francesco e dei suoi pri-mi compagni.
(88) Nel campo dell'imperatore Federico II (scomunicato per la se-conda volta da Gregorio IX il 15 aprile 1239) era passato frate Elia, in odio al papa che lo aveva deposto. Frate Elia fu scomunicato, ma morì assolto nel 1253.
(89) Sigfrido di Uppenstein (1230-1249). Forse frate Giordano allude all'interdetto che egli scagliò contro la città di Erfurt.
(90) Giovanni Buralli da Parma, beato. Nacque a Parma nel 1208, divenne frate minore nel 1233 e in seguito sacerdote. Insegnò filosofia e teologia a Bologna, Napoli e Parigi.
(91) San Bonaventura da Bagnoregio, uno dei massimi filosofi me-dievali. Nato probabilmente nel 1217, studiò a Parigi, dove fu discepolo di Alessandro di Hales. Prese l'abito a 22 anni e insegnò all'Università di Parigi dal 1248 al 1257. In qualità di ministro generale redasse le "Costituzioni" che il Capitolo generale di Narbona approvò. Da questo Capitolo ricevette anche l'incarico di comporre una "Legenda" di San Francesco, che è detta "Legenda maior". Nominato cardinale-vescovo di Albano nel 1273, mantenne il governo dell'Ordine. Morì il 15 luglio 1274.

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